Le mappe concettuali: consigli e qualche dritta sul software (://URLFAN)
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Jul 17, 2008 6:32 a.m.

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Le mappe concettuali: consigli e qualche dritta sul software

Source: http://geekmarketing.net/2008/07/17/le-mappe-conce...

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Tanto per cominciare occorre fare la distinzione tra Mappe Mentali (Mind map) e Mappe Concettuali (Concept map). Entrambe partono dallo stesso obiettivo: creare una gerarchia dei concetti (di un singolo capitolo, di più capitoli, di un intero libro, dipende). Con le prime tuttavia si suole fare riferimento ad una mappa a raggiera disegnata a mano, con rami colorati in base alle affinità dei temi e con disegni fantasiosi accanto alle parole chiave per facilitare la memorizzazione, molto in voga negli Stati Uniti (Lifehacker). Col termine Mappa Concettuale invece si fa riferimento a qualcosa di più schematico e veloce (perfetto per il computer): un grafico anche questo ad albero o raggiera, ma senza la parte “creativa”, nato cioè per riorganizzare gli argomenti in base a categorie, sottocategorie, parole chiave e link.

Quali sono i vantaggi?

Dalla pagina della missione Aquarius della NASA:

In the teaching and learning of any science subject, concepts do not exist in isolation. Each concept depends on its relationships to others for meaning. A concept map provides clarity of meaning and integration of critical details. The construction of a concept map requires thinking in multiple directions and at varying levels of abstraction. In the process of identifying the key and associated concepts of a particular topic or sub-topic, one acquires a deeper understanding and clarification of any prior preconceptions.

A differenza dei classici riassunti, che si sviluppano linearmente, non evidenziano graficamente (= istantaneamente) le connessioni tra argomenti appartenenti a paragrafi/capitoli diversi, e richiedono la scrittura di intere sentenze (con conseguente perdita di tempo), le mappe concettuali creano una struttura snella e dinamica dei concetti, dove le nozioni vengono organizzate con grande flessibilità e collegate tra loro direttamente (rami dell’albero) e indirettamente (frecce che attraversano l’albero). Con un grafico a raggiera è come avere la prospettiva dall’alto dell’intero argomento, della struttura dello stesso e dell’organizzazione dei concetti. E’ tutto lì, davanti ai tuoi occhi, in un’unica pagina. E soprattutto, non devi più scrivere intere proposizioni. Articoli, avverbi, locuzioni avverbiali, aggettivi, etc.,  sono tutti elementi superflui che non servono ai fini dell’apprendimento. Una volta letto un paragrafo, estrapolati i concetti chiave ed organizzati su una mappa concettuale, il nostro cervello ricorda ciò che era scritto sul libro ed è in grado di costruire proposizioni di senso compiuto partendo dalla sola lettura delle parole chiave. Che senso ha dunque scrivere per iscritto intere frasi?

Le uniche occasioni in cui ha effettivamente senso scrivere per esteso la definizione è quando ci si trova di fronte a concetti particolarmente complessi o che si tende a dimenticare con grande facilità: in quel caso può tornare utile scrivere un glossario delle definizioni dietro al foglio della mappa, magari collegando la voce alla mappa con i numeri, un po’ come accade per le note a piè di pagina.

Quali software utilizzare?

Per scrivere mappe concettuali al computer ho provato un po’ di tutto, pur rimanendo rigorosamente nel campo del software open source o freeware. Due programmi in particolare mi sento di consigliare per qualità e potenza. Sono stati sviluppati (e non sono gli unici) da un’università e da un consorzio universitario, il che la dice lunga su quanto sia elevata la soglia di attenzione verso la ricerca di una forma di insegnamento più efficiente e quanto sia effettivamente più valido lo strumento mappa concettuale rispetto ad un riassunto (studenti) o ad una serie di slide (professori).

Il primo si chiama CmapTools ed è stato sviluppato dall’Istituto di Ricerca IHMC delle Università della Florida (West Florida, Florida Atlantic, Central Florida, Florida Institute of Technology). Tra i due probabilmente è il più potente, ma anche il più complesso. O meglio, scrivere una mappa concettuale è facilissimo, la curva di apprendimento è decisamente agevole. Sono le opzioni aggiuntive che disorientano un po’. CMAP permette, in un paio di click, di condividere le mappe create con gli altri utenti, e questo fa si che la galleria online di mappe condivise possa già coprire centinaia di argomenti. Esiste perfino la possibilità di implementare un servizio lato server per la gestione collaborativa delle mappe concettuali in azienda. [video spiegazione]

L’altro software che mi sento di consigliare per le mappe concettuali è VUE. Sviluppato dalla Tufts University del Massachusetts, ha molti punti in comune con CmapTools. Pur essendo relativamente meno potente, la differenza principale sta nella vocazione alle presentazioni. Senza tanti giri di parole, può tranquillamente sostituire PowerPoint, e questo lo rende particolarmente adatto per gli insegnanti che non si accontentano di “leggere” la lezione con una noiosissima sequenza lineare di slide, ma che vogliono spiegare i concetti evidenziando i collegamenti. E’ anche dotato di strumenti avanzati per la semantica, ma non chiedetemi come si usano. [video spiegazione]

Entrambi i software sono gratuiti (VUE è open source: Mozilla Public License 1.1) e sono scritti in Java, quindi girano su qualunque sistema operativo. Il rovescio della medaglia è che sono relativamente pesanti. In ogni caso, ve li consiglio vivamente.

Chiudo il post citando un paio di software che posso suggerire a chi preferisce le mind map alle mappe concettuali (in verità, il consiglio principale è di scrivere le mappe mentali a mano): Cayra per gli utenti Windows (facile da usare e paragonabile per sofisticazione grafica alla scrittura a mano) e FreeMind per gli altri, senza tralasciare le alternative online che fanno della collaborazione il punto di forza: Mindomo, MindMeister e Bubbl.us.


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